Stile di vita e sedi tumorali: fattori di protezione e fattori di rischio

L’inesorabile scorrere del tempo potrebbe rivelarsi l’arma vincente nella lotta contro i tumori. 
Difficile a credersi! Basti pensare al principale determinante dell'incidenza e della mortalità di gran parte dei tumori, l’età. Più invecchiamo e più il rischio di sviluppare un tumore aumenta. 
Come può allora il tempo essere nostro alleato?
L’età, il sesso e i fattori ereditari costituiscono alcuni degli elementi che possono aumentare la probabilità di sviluppare il cancro, ma sui quali non è possibile agire per fare prevenzione, i cosiddetti fattori non modificabili.
Accanto a questi, però, ci sono una serie di fattori modificabili nei confronti dei quali è possibile attuare dei cambiamenti per modulare il rischio di ammalarsi. 
Diversi elementi dell'ambiente che ci circonda, come l’inquinamento atmosferico, alcuni agenti chimici, fisici o infettivi, possono aumentare il rischio d’insorgenza di tumore. Nei confronti di alcuni è possibile attuare dei sistemi di difesa, ma il gran lavoro che ognuno di noi potrebbe fare per ridurre il rischio di contrarre il cancro è sul proprio stile di vita.
 
Riflettendo sul concetto che sta dietro alle parole “stile di vita”, si può comprendere come un cambiamento in senso positivo possa rivelarsi davvero vincente se continuo e duraturo nel tempo. 
Ecco perché il tempo può giocare veramente a nostro favore nella prevenzione dei tumori.
Le statistiche parlano chiaro, il 40% dei casi di tumore potrebbe essere evitato grazie allo stile di vita sano (evitare il fumo di sigaretta, adottare una dieta corretta e fare attività fisica), all’applicazione delle normative per il controllo dei cancerogeni ambientali e all’implementazione dei test di screening.
Consumo di tabacco, alimentazione, attività fisica, sovrappeso e obesità, l’esposizione al sole e ai raggi ultravioletti rientrano in ciò che viene definito stile di vita. Nei confronti di tali fattori possiamo assumere dei comportamenti che possono aumentare o diminuire il rischio di sviluppare la malattia.
 
Ciò che vi presenteremo nell’articolo è parte del lavoro svolto dal Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro (World Cancer Research Fund, WCRF), il quale ha analizzato le evidenze scientifiche che esistono tra alimentazione, attività fisica e peso corporeo in diverse sedi tumorali. 
I fattori che hanno mostrato una diminuzione del rischio sono elencati tra i “fattori di protezione”, mentre i fattori che hanno mostrato un aumento del rischio sono elencati tra i “fattori di rischio”.
Per agevolare la comprensione, le evidenze non sono state distinte tra “probabili” e “convincenti” e alcune sedi tumorali sono state omesse qualora l’evidenza non fosse aggiornata o il fattore emerso non fosse rilevante per l’adozione di un eventuale cambiamento personale. 
 
Teniamo a specificare che ciò che emerge dalla letteratura scientifica deve essere adeguatamente interpretato e poi tradotto in messaggi che ognuno di noi può provare a mettere in pratica. Per questo motivo, dopo aver letto le evidenze emerse finora per singola sede tumorale, vi ricordiamo che per la prevenzione oncologica valgono le dieci raccomandazioni affrontate nell’articolo precedente. 
 
 

 

Fattori protettivi

Fibra alimentare

Presente negli alimenti di origine vegetale e negli alimenti integrali, la fibra alimentare è un fattore associato alla riduzione del rischio di tumore del colon-retto. 
I probabili meccanismi di tale associazione sono numerosi: il ruolo della fibra alimentare nel ridurre il tempo di transito fecale e quindi il minore contatto tra l’epitelio del colon e agenti cancerogeni, la produzione da parte del microbiota intestinale di acido butirrico, acido grasso a corta catena che ha la capacità di inibire la carcinogenesi ed infine la regolazione nella risposta glicemica.
 
Frutta

Il consumo di frutta è un fattore protettivo per il tumore del polmone. I composti biologicamente attivi, come ad esempio i flavonoidi, hanno effetti antiossidanti e altri effetti protettivi. Gli studi scientifici mostrano come un aumento del consumo di frutta sia associato ad una riduzione del rischio di tumore del polmone rispetto a chi ne consuma una quantità inferiore.

Alimenti contenenti carotenoidi

Fattore protettivo per il tumore del polmone è il consumo di alimenti contenenti carotenoidi. Questi sono un’importante classe di composti organici e sono tra i responsabili della colorazione di alcuni alimenti, principalmente vegetali di colore rosso, giallo e arancione. Grazie alla loro struttura svolgono attività antiossidante, proteggendo la cellula dai possibili danni provocati dai radicali liberi. 
 
  Latte e derivati

Recentemente un aggiornamento del Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro sulle evidenze relative al tumore del colon-retto mostra come il consumo giornaliero di latte e derivati rappresenti un fattore protettivo.  Tale associazione sembra essere attribuita in gran parte al loro contenuto di calcio. Questi alimenti, infatti, sono una delle maggiori fonti di calcio. Ad esempio 100g di latte contengono 119mg di calcio e 100g di yogurt ne contengono 125mg.

  Caffè

Negli anni ’90 era classificato tra le sostanze potenzialmente cancerogene, ma un recente lavoro di un gruppo di 23 scienziati convocati dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha concluso che non vi è alcuna evidenza relativa all’effetto cancerogeno del consumo di caffè. 

I numerosi studi presenti in letteratura, anzi, associano un ruolo protettivo nei confronti del rischio di tumore del fegato e dell’endometrio.

 Attività fisica

La letteratura scientifica mostra come il rischio di tumore del colon-retto, dell’endometrio e del seno in post-menopausa sia minore in chi pratica attività fisica. Nel lungo periodo, praticare attività regolarmente, di qualsiasi tipo e durata, può aiutare a perdere peso ed inoltre può portare alla variazione di una moltitudine di profili endocrini e fattori di crescita che possono influenzare la suscettibilità al tumore.

 Allattamento al seno

Il latte materno è il migliore alimento per il bambino, consentendo il corretto accrescimento. Gli effetti positivi dell’allattamento sono evidenti in letteratura anche per la madre. Nella donna, infatti, gli studi mostrano una riduzione del rischio di tumore del seno, sia in pre-menopausa sia in post-menopausa. 

Diversi meccanismi contribuiscono alla riduzione del rischio, tra cui una serie di modifiche ormonali e l’eliminazione di cellule potenzialmente danneggiate.

Fattori di rischio

Carne rossa e carne lavorata 

Il consumo di carne rossa e carne lavorata è un fattore di rischio per il tumore del colon-retto. Il Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro, in seguito all’analisi della letteratura, mostra un’associazione significativa per un consumo di 50 grammi al giorno di carne lavorata, mentre per la carne rossa l’associazione è presente, ma non significativa. Si ricorda che le raccomandazioni consigliano un consumo non superiore ai 500 grammi alla settimana di carne di manzo, maiale, agnello e i loro derivati. 

Il processo di cancerogenesi può essere dovuto ai composti che si possono formare durante la cottura ad elevate temperature e la lavorazione della carne.

Alimenti conservati con il sale

All’interno di questa categoria sono inclusi vegetali, pesce e altri alimenti conservati con il sale. Le evidenze mostrano come il consumo di tali prodotti aumenta il rischio di tumore dello stomaco tra chi ne fa un largo consumo rispetto a chi ne consuma una quantità inferiore. Un’elevata assunzione di sale può danneggiare il rivestimento dello stomaco causando lo stato infiammatorio e favorendo la sensibilità verso agenti cancerogeni.

Carico glicemico

Il carico glicemico (CG) degli alimenti è un ranking basato sul loro effetto generale sui livelli di glucosio ed insulina nel sangue. Una dieta caratterizzata da un alto carico glicemico può aumentare il rischio di tumore dell’endometrio rispetto a chi adotta abitudini alimentari che presentano un carico glicemico più basso. 

Una dieta basata prevalentemente sul consumo di alimenti ad alto carico glicemico può causare iperinsulinemia che a sua volta può favorire la proliferazione cellulare.

Consumo di bevande alcoliche

Un elevato consumo di bevande alcoliche aumenta il rischio di tumore del fegato, esofago, stomaco, colon e seno. 

Numerosi sono i meccanismi alla base di tali associazioni. Tra i principali vi è la formazione di metaboliti cancerogeni per l’organismo. Inoltre al consumo di alcol spesso si accompagna il fumo di sigaretta, creando sinergia tra i due fattori di rischio.

Integratori di beta-carotene

Il beta-carotene è un carotenoide contenuto nella frutta e nella verdura.  

La letteratura mostra come il consumo d’integratori di beta-carotene sia associato ad un maggiore rischio di tumore del polmone. Gli studi condotti hanno esaminato principalmente l’associazione tra rischio di tumore del polmone e uso di integratori di beta-carotene in soggetti fumatori.

Sovrappeso e obesità

Adottare uno stile di vita sedentario e orientare le abitudini alimentari verso un apporto di alimenti ad alta densità calorica, determina un accumulo di peso che può favorire le condizioni di sovrappeso e di obesità. Tali condizioni incrementano il rischio di cancro in numerose sedi tumorali: stomaco, seno, colon-retto, endometrio, pancreas, cistifellea, fegato, esofago, prostata, rene, ovaio. Il tessuto adiposo non ha solo lo scopo di accumulare il grasso in eccesso ma è un tessuto attivo. Ad esempio ad esso è associato un stato infiammatorio cronico che promuove la produzione di fattori pro-infiammatori che possono favorire lo sviluppo di tumore.

 

Dott.ssa* Vittoria Ercolanelli – Laureanda in Alimentazione e Nutrizione Umana

Dr.* Riccardo Di Deo – Laureando in Alimentazione e Nutrizione Umana

*in Economia e Cultura dell’alimentazione

 

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Referenze:

 

http://www.wcrf.org

http://www.airc.it/

https://www.iarc.fr

http://www.aiom.it/

http://www.registri-tumori.it/cms/

https://www.associazionegiacomosintini.it/informa/item/i-dieci-consigli-per-la-prevenzione-delle-malattie-oncologiche-del-fondo-mondiale-per-la-ricerca-sul-cancro-2

 

Associazione Jack Sintini
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