Movember: la prevenzione nell'uomo

Raccogliere fondi e sensibilizzare su alcune patologie che colpiscono gli uomini, come il cancro alla prostata e ai testicoli. E’ Movember

nato dalla fusione delle due parole inglesi “november” (novembre) e “moustache” (baffi), il mese in cui gli uomini che aderiscono alle iniziative -chiamati i “Mo bro” (fratelli di baffo)- si fanno crescere i baffi per una buona causa.

L’iniziativa è nata nel 2003, ideata da quattro amici di Melbourne, in Australia. Negli anni è diventata sempre più popolare, e ha trovato testimonial famosi e sponsorizzazioni di importanti marchi che si occupano di prodotti per uomini.

Sul sito ufficiale è spiegato passo dopo passo tutto il procedimento per partecipare al Movember: radersi barba o baffi, per prima cosa; poi registrarsi e personalizzare la pagina di “Mo space”, postare una foto al giorno sulla propria pagina (per vedere l’evolversi della crescita dei baffi) e poi, a seguire, parlare della salute maschile, trovare altri sostenitori, sventolare la bandiera del Movember e diventare una specie di pubblicità ambulante per l’iniziativa.

Sempre sul sito è possibile andare a vedere quali programmi saranno finanziati dai soldi raccolti.

 

Tumore alla prostata: cos’è e come prevenirlo?

Il tumore alla prostata è causato da un tumore che cresce sulla ghiandola prostatica situata nel bacino dell’uomo, causando, quando il tumore è abbastanza grande, una pressione sull’uretra.

Si può prevenire in parte mangiando frutta e verdura e cereali integrali e diminuire tutto i cibi contenenti grassi saturi e  facendo dei controlli annuali e check up completi, sopratutto dopo i 50 anni.

Una indagine condotta tra fine settembre e inizio ottobre da Doxapharma su più di 350 ultracinquantenni, rappresentativi della popolazione di riferimento (per età, distribuzione geografica e livello di istruzione), ha però rivelato che quasi la metà dei cinquantenni non è mai andato dall'urologo in vita sua e oltre tre su dieci non hanno mai effettuato il test del Psa (antigene prostatico specifico).

Incrociando i dati, si ha che quasi uno su quattro (il 23%) non ha mai fatto nulla per la diagnosi precoce del tumore della prostata, il più frequente nella popolazione maschile over 50, che colpisce ogni anno un uomo ogni otto (con 35.300 casi stimati nel 2018).

 

Associazione Jack Sintini
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